DALLA MATITA AL PC

Molto spesso mi sono trovata a dover rispondere a una domanda: “ma come fai”?

Ecco, per chi non è del mestiere è proprio la prima cosa che incuriosisce. Per chi invece mastica di illustrazione, fumetto e grafica però è sempre utile sapere come lavora un collega. In fin dei conti non si finisce mai di trarre ispirazione! E personalmente apprezzo molto quando tra gli addetti ai lavori c’è chi rivela senza troppi problemi il suo modus operandi. Non si tratta di rivelare segreti industriali, in questo fantastico campo, proprio perchè ognuno di noi è diverso, così come il suo stile e i suoi mezzi, si riescono a raggiungere traguardi totalmente differenti pur seguendo lo stesso percorso.

Il mio modo di procedere è molto semplice:

1. penso…il chè personalmente è la parte più lunga e più soggetta a variazioni in corso d’opera.

2.quando sono decisa su cosa disegnare, butto giù le prime matite. E veramente le rifinisco fino a quando non sono il più pulite possibile! Non utilizzo molto il tavolo luminoso, mi piace intervenire sulla matita originale finchè non mi soddisfa. Posso permettermelo anche perchè ho una linea molto pulita e leggera, se sporcate troppo il foglio sarete costretti a ricalcare, non ci sono alternative.

3.Anzi, una forse c’è, però più la matita è sporca, più questa fase rischia di portarvi via tempo, e alla fine se ricalcate sarà più sbrigativo. Questo passaggio consiste nello scansionare la matita originale ad una risoluzione soddisfacente, di solito mi fermo sui 600dpi a colore, e pulirla ulterormente, cercando di aggiustare i tratti il più possibile.

4.Se voglio dare le china (i contorni) ho due alternative: o converto la matita in Ciano, la stampo su carta liscia e spessa (un F4 solitamente) e ripasso le matite con il pennello, per poi riscansionare il tutto a 1200dpi (e pulire eventuali imperfezioni direttamente con il software preferito); oppure usando la tavoletta grafica decido di applicare la “line-art” direttamente sul file, che per comodità di visualizzazione converto ugualmente in ciano. La seconda strada è sicuramente la più breve, però non sempre la più intuitiva. Infatti ragionando su monitor si rischia di perdere il senso delle proporzioni durante il ripasso, per questo mi sento di sconsigliare un approccio direttamente digitale alla china, almeno finchè non si padroneggia bene la cosa su carta.

Non sempre eseguo il ripasso a china. Molte volte scelgo di utilizzare direttamente le matite come contorni. Dipende essenzialmente dal risultato che voglio ottenere. Per una resa più stile “comics” la china è quasi d’obbligo, ma quando si parla di illustrazione si è molto più liberi.

5.Colore, colore e tanto colore. Quando il mio disegno in bianco e nero è pronto, pulito e rifinito, finalmente passo ad imbrattarlo. Non ci sono regole. Nessuna. Io amo le sfumature morbide, quasi “gommose”. Non uso molto le ombre nette, e raramente le tinte piatte. Tante volte sacrifico la matita totalmente, e in questi casi la china viene proprio bypassata. Colore pieno. E’ più difficile quando non si hanno i contorni visibili, bisogna renderli con giochi di ombre e luci direttamente con le sfumature.

L’immagine in alto rende i miei passaggi:

1.Matita su carta (un A4), scansionata e convertita in ciano; 2.Ripasso a china direttamente sul file; 3.Colorazione digitale. 4.Aggiungo lo sfondo creato in precedenza ^_^

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