FIERA DI BOLOGNA 2014!

 

ECCOCI QUA!! … anche quest’anno ho raccolto baracche e burattini e mi sono sparata l’annuale gitarella alla fiera del libro di Bologna.

La prima volta che andai alla fiera feci un bel po’ di ricerche su come organizzare il lavoro da presentare, e ci sono molti artisti che per fortuna condividono le loro esperienze. E chissà che la mia possa essere utile a qualcuno! Certo, la mia è un esperienza “baby” rispetto a quelle di molti altri, ma dopo 4 anni credo di aver capito qualcosina, su!

Ora, premesso che io mi vanto di avere un ottimo senso dell’orientamento, in quel luogo mistico sembra che all’ingresso qualche strana forza mi derubi della mia bussola infallibile: ci sono 4 capannoni giganteschi strapieni di stand ed espositori e la mia insana attrazione per i colori sgargianti, (nonostante ogni anno mi riprometta di andare con ordine) mi fa saltare di qua e di là come un moscerino impazzito. Col risultato che finisco per girare in tondo come un imbecille senza riuscire a seguire uno schema d’azione preciso. E mi perdo … sempre. La mappa che potete prendere all’ingresso è finita in fondo alla valigetta ed è irrecuperabile.

Vado a culo insomma: mi piace quello che vedo, scandaglio se il contenuto della mia valigia può interessare a quel signore/signora seduti dentro il loro stand colorato, raccolgo il coraggio e mi butto. Buona parte delle volte mi fanno accomodare. Il mio inglese è quello che è, ma tanto loro non sono interessati a quello che hai da dire. Guardano, girano in un secondo pagine che hai impiegato giorni interi a riempire e decidono se possono usarti o meno per qualche progetto futuro. Ed è sempre una bella soddisfazione quando ti senti dire che nascondi roba utile. E lì scatta il vero colloquio. Portare un agenda!

 Altre volte ci si limita ad un cortese scambio di bigliettini da visita, e la promessa che non lo butteranno nel cestino sotto la scrivania .

Capita spesso di vedere delle interminabili code di miei simili disegnatori, davanti agli stand che espongono avvisi del tipo “Illustrators welcome!”. Quindi se ritengo che potrebbe interessare quello che faccio, mi metto in fila anch’io. Ci vuole mooolta pazienza a volte, e non è detto che l’attesa venga ripagata, ma 6 anni alla facoltà di architettura di Pescara tra le poche cose utili, mi hanno insegnato ad aspettare … Potrei stare in fila alla posta per tre ore filate senza un lamento.

Sui vari blog ho sempre letto che non bisogna portarsi dietro il mondo, ma mostrare il proprio stile con le illustrazioni più rappresentative. È vero. Immaginate di stare cercando qualcosa di specifico: non aiuta far vedere 100 illustrazioni tutte simili. Loro si annoiano se non è quello che cercano e ti liquidano. Quindi vale il “poche e buone”. Però … se non avete uno stile ben definito?? Se siete un po’ dei tuttofare? Facile: portate un po’ di tutto, suddiviso per genere, magari in diversi portfoli in modo da non confondere le idee. La versatilità è sempre apprezzata. Dimostrate di poter essere usati in vari modi su differenti progetti!

Prendere appuntamenti prima della fiera può essere molto utile. E se avete puntato un editore particolare è un ottimo modo per non rischiare di perdere tempo. Basta fare una telefonata, (al telefono qualcuno risponde sicuro, via mail è sempre un enigma) niente di complicato! Molti però non concedono appuntamenti, ma tentar non nuoce. Fin’ora non mi è mai capitato che mi mandassero a quel paese.

La giornata in fiera è lunga, stancante, finisce sempre con i piedi che mi fanno male, e l’autostima che è stata messa a dura prova.

Se mi chiedono: “bè com’è andata la fiera?” Io rispondo che ho seminato. In effetti è proprio questo che si fa lì: si semina, nella speranza che prima o poi si riesca a raccogliere qualcosa.

Certo bisogna anche innaffiare … ricordare a chi vi ha ricevuto chi siete e cosa fate con una mail e un pdf nelle settimane successive. E personalmente ho trovato molto utile farmi risentire dopo l’estate, perché è a settembre che prendono il via tutti i nuovi progetti editoriali.

Come andrà il raccolto dipende da tante cose, e noi siamo solo un ingranaggio, ma siamo anche l’ingranaggio che dà l’anima a tutta questa grande macchina! 

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