Gli Orchi Dei – Piccolo

***GLI ORCHI – DEI***

—-PICCOLO—-

DI HUBERT E GATIGNOL

EDITORE: Bao Publishing

Prezzo: 18,00 €

 

Mamma mia… che dire di questo volume? Capolavoro mi sembra riduttivo. Nei miei peregrinaggi in cerca di letture interessanti, non manco mai di fare una puntatina nel catalogo della Bao Publishing, che porta in Italia titoli fantastici come quello in questione. Lo senti dal “peso” quando un’edizione è curata nel dettaglio: copertina rigida per un volume di ben 174 pagine che mi hanno trasportata in un mondo assurdo, dove la crudeltà è all’ordine del giorno e il cibo bhè… non è per tutti i palati.

Il tratto grafico e la bicromia delle tavole, credo siano i punti di forza dello stile di Bertrand Gatignol: una rappresentazione dove luce e ombra sono in netto contrasto, come la storia che raccontano. Lineare, mai superflua e a tratti ridotta all’osso, eppure sempre espressiva e dinamica.

La storia è suddivisa in capitoli, all’inizio dei quali, gli autori ci presentano fatti e personaggi antecedenti agli eventi della storia principale, in modo da portare il lettore a scandagliare a fondo le regole su cui si basa l’universo dei Giganti/ Orchi Dei. Ho adorato l’utilizzo della filigrana dorata in queste pagine di intermezzo e le stupende miniature che introducono ai testi di questi “mini racconti”, come se insieme ad una light novel stessimo sfogliando un antico volume medioevale, in perfetta linea con l’ambientazione dell’opera.

La trama è originale in molti versi, anche se da brava fan dell’Attacco Dei Giganti non ho potuto non fare alcune similitudini con il popolarissimo manga. Qui però i Giganti non sono mostri ottusi, bensì i padroni di un regno millenario, le cui radici affondano e si intrecciano con quelle degli uomini, da sempre loro schiavi, oltre che per tradizione, la principale fonte di cibo. Da qui il termine Orco, che nell’immaginario collettivo è il mostro orribile e gigantesco che si ciba di bambini.

Eh sì, non è una storia per tutti. È violenta, crudele e distopica, del tipo che viaggia sui binari del disturbante senza mai eccedere. Durante la lettura mi sono fatta prendere dalla vita complicata e difficile di Piccolo, il protagonista, che altro non è che la vergogna dei Giganti, perché appunto le sue dimensioni sono di fatto quelle di un essere umano, di un essere inferiore, di carne da macello.

Ma la dinastia dei Giganti, Dei che governano con crudeltà il proprio mondo, è in declino. E allora Piccolo dovrà rimboccarsi le maniche per uscire dal perfido giogo dei suoi familiari, per tentare di costruire qualcosa di nuovo.

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